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lunedì 10 marzo 2014

Sessanta secondi svelano attentamente valutati più di mille documenti


Nel Febbraio 2012, pervenne al Dott. Paolo Ferraro, tramite la segreteria telefonica installata presso il Server Omnitel Vodafone del cellulare di pertinenza, un messaggio audio del tutto particolare.
Si trattava di una registrazione ambientale, traccia fonica sovrapposta ad una pregressa traccia in sottofondo di una telefonata della di lui madre, rimanendo riferita la registrazione al numero di cellulare di quest’ultima.
Una attività appositamente e antecedentemente artefatta la cui prova,   mediante le argomentazioni  appresso elencate,  è da ritenersi oggettiva ed insuperabile .
Difatti :
  1. Il messaggio fu a suo tempo subito e più volte ascoltato , tramite telefonata del cellulare alla segreteria telefonica, e da più persone testimoni . Non è possibile quindi porre in dubbio che esso fosse posizionato nel server della VODAFONE.
  2. Il messaggio fu , dal cellulare in viva voce che chiamava la segreteria, registrato per ben tre volte ( le ascolterete ) e risulta sempre identico: la pretestuosa illazione che potesse trattarsi del casuale avvio contemporaneo di due tracce di segreteria è destituita di qualsiasi fondamento .
  3. La sovrapposizione delle due registrazioni telefonica ed ambientale è palese e non vi è altra neanche ipotetica spiegazione.
UN messaggio quindi confezionato , manipolato, utilizzando traccia fonica di sottofondo di una altra telefonata a sua volta registrata ( intercettata) era stato immesso necessariamente sul server della Vodafone, abusivamente . Un reato grave.
Dal messaggio di segreteria si evince nella traccia sovrapposta fonicamente , una  voce che appare “quasi” identica alla voce della allora compagna del Dott. Ferraro, intenta in un dialogo diremmo allusivamente compromettente con un uomo.
Il messaggio per le percepibili particolarità, per i contesto più amplio , per testimonianza diretta della allora compagna del dott. Ferraro, e per semplice confronto fonico, non conteneva la vera voce di quest'ultima .
Ma se anche la avesse contenuta e vi fosse stata a monte una registrazione ambientale di un vero e genuino dialogo della stessa donna , sul piano del reato non muterebbe nulla , data la certa oggettiva ed incontrovertibile consistenza del fatto ( immissione in server VODAFONE ). Vi sarebbe anzi un terzo reato relativo alla illegittima intercettazione ambientale del dialogo stesso . Ma non è così, come ascolterete E nemmeno il fine perseguito : far ascoltare una registrazione tale da cagionare sospetti o reazioni, ivi compresa una denuncia , ma non certo una denuncia del contenuto e della portata logica che seguono .
Nel messaggio di segreteria poi non si sente solo un labile sottofondo con voce incerta e discontinua , attribuibile con ragionevole certezza alla anziana madre del dorr. Ferraro, e la sovrapposizione dell’architettato dialogo, ma vi è anche la voce iniziale di un’altra donna che dice “ certo” , in contesto vocale e in posizione tale da far ritenere all’ascolto che non potesse essere interna al dialogo.
A cosa e a chi servisse il messaggio di segreteria emerge dallo scritto che segue ma prima ancora dalla logica: difatti, contestualizzato nella complessa ed architettata sequenza che ha visto il dott Paolo Ferraro destinatario di attività protrattesi sino all’agosto del 2013, esso costituisce una chicca.
Un caso unico , di prova oggettiva e insuperabile del tutto, in un solo minuto di registrazione.
Rammentatevi della già pubblicata registrazione di dialogo con persona informata che ha avuto accesso al fascicolo riservato ad oggetto “ PAOLO FERRARO “ ( di come apparati e servizi si diedero da fare per manipolare la vita del Dott Ferraro, e sulla scorta di una attenta analisi delle sue doti e qualità certamente  dal 1977 ma  poi dal suo ingresso in magistratura ).
In coda reimmettiamo anche questa .
A suo tempo nel corso nella trasmissione radio yes che immettiamo in video audio in coda,   il messaggio fu fatto ascoltare dal conduttore David Gramiccioli e commentato da chi vi scrive oggi in diretta radio.
L’audio-video che invece ascolterete qui subito di seguito è oggi presentato dalla vera Patrizia Eugenia Stefania Foiani con la sue vera voce , ed introduce la sequenza delle tre registrazioni effettuate del medesimo messaggio di segreteria del febbraio 2012, nell'ultima versione con sottotitoli .


Ora buona lettura ed ascolto finale del resto dal blog . 




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1. ANTEFATTO
Il fatto  è avvenuto nel mese di febbraio 2012. Viene analizzato  solo oggi per scritto  in quanto l’architettura di un episodio del genere e le sue caratteristiche non sarebbero risultati allora immediatamente comprensibili, mancando un quadro del tutto completo del contesto e soprattutto del movente di fondo inteso come il perchè ultimo delle metodiche e delle attività poste in essere.
Di ciò avevo comunque già allora un quadro di riferimento sufficiente, come pure dell’ambito in cui erano stati concepiti e dell’obiettivo immediato dell’azione, tanto che a una ventina di giorni di distanza feci una già chiara denuncia pubblica ascoltata e vagliata dall'intero bacino della trasmissione radiofonica RADIO IES ascoltata da c.a. 350.000 persone. Trasmisi in diretta radio la registrazione di un messaggio artatamente lasciato sulla segreteria telefonica del mio server gestore di telefonia VODAFONE attivata dal mio cellulare, messaggio creato mediante evidente sovrapposizione di traccia audio digitale in corrispondenza della traccia già registrata nella segreteria. Di ciò diedi una chiave completa di lettura. All'epoca ancora contavo sulla doverosità della attivazione di ufficiali di polizia giudiziaria per un ascolto chiaro del fatto, successivamente diffuso in rete mediante il podcast della trasmissione radio ascoltata da svariate decine di migliaia di persone.
Solo a distanza di un anno l’analisi più accurata delle metodologie Tavistock ( TAVISTOCK 1.0 e 2.0  ) mi avrebbe consentito di inquadrare più esaustivamente il contesto e di individuare la chiara matrice di intervento strutturato e gestito ai fini di manipolazione psicologica: metodica che costituisce prerogativa degli apparati con i quali mi sono “incontrato” in questi anni.
Alcune utili precisazioni vanno ulteriormente date :
  • procedetti alla registrazione del messaggio lasciato in segreteria telefonica utilizzando sul momento un registratore digitale (la data delle tre registrazioni MP3 della medesima registrazione sulla segreteria è errata perchè erroneamente tarata la data del registratore digitale)
  • circa 36 ore dopo feci sentire più volte la telefonata registrata dalla segreteria telefonica alla mia compagna Patrizia Stefania Eugenia Foiani attraverso il cellulare con il quale l’avevo ricevuta. Rimase esterrefatta da questo primo ascolto attraverso il cellulare e ancor di più successivamente ascoltando il file digitale della registrazione ricavato dal server. L'episodio avvenne nella cucina di casa dinanzi ad altri testimoni.
  • Le tre versioni della registrazione furono poi da me salvate su pc.
  • Sottoposi la traccia audio lasciata sulla mia segreteria anche al mio avvocato di allora Antonella M. Rustico, avendo con lei accordo di incontrarci in via Crescenzio altezza civico 52, in auto dinanzi al locale FONCLEA, dove ci eravamo recati separatamente per desinare, ascoltare concerto e musica e appunto farle ascoltare quanto sopra.
Tutte le circostanze indicate sono agevolmente riscontrabili tramite verifica delle mie telefonate alla segreteria telefonica e attraverso le celle impegnate sia dal mio cellulare che dal cellulare dell'avvocato anzidetto.
Nel video che precede quesra parte ho ommesso , dopo breve presentazione a cura della cointeressata  Patrizia Foiani, le tre registrazioni digitali della mia segreteria telefonica (effettuate mediante cellulare in viva voce e registratore digitale) e il video-audio della trasmissione radio. Ovviamente dopo il congruo periodo di tempo la registrazione della segreteria su server non fu più reperibile.
Faccio infine presente che i diversi episodi di corredo indicati nella trasmissione radio ( video audio sopra indicato ) sono tutti testimoniati anche da Patrizia Foiani, la quale presente in auto con me mi sentì ritelefonare ai due numeri che mi risultavano avermi chiamato tre volte nell’arco di un pomeriggio, credo immediatamente successivo all'episodio della segreteria. Assistette quindi al colloquio con la sedicente psicologa e l'avvocato che raccontò di avere studio in Roma Ostia zona Casal Palocco, e al mio dialogo con essi quando mi furono nominati Pietro Saviotti e Perla Lori (noti magistrati della Procura di Roma le cui vicende sono legate alla mia persona vedi allegato articolo UN BEL GUAZZABUGLIO: Questa è la trama di un film, peccato che è tutto al millimetro vero) giocando sul nome o fantomatico o veramente pertinente e usato per la evidente ”assonanza”, di una “Sara Ferraro” già cercata e poi sulla correzione in Ferrara (cognome dell’allora Procuratore capo della Procura presso il tribunale di Roma, che compare tra le persine indicate e denunciate col MEMORIALE  ) del cognome della millantata o usata persona con nominativo Sara.
Il tutto appariva a prima valutazione un complesso marchingegno o un fatto suscettibile di varie interpretazioni ma in ogni caso difficilmente attribuibile a casualità. La telefonata consisteva, lo ribadiamo, in una registrazione ambientale trasmessa telefonicamente sulla mia segreteria telefonica; ferma restando l’evidenza della artificiale operazione, e si irraggiavano varie interpretazioni possibili: a prescindere persino dalla artificialità della elaborazione digitale della voce della Foiani, poteva trattarsi di una semplice comunicazione, di un avvertimento o ancora di un tentativo di creare una reazione mia, magari per indurre una rottura del rapporto personale con la Foiani. La destabilizzazione socio affettiva è la metodica che appartiene alla vicende globali mie ricostruite sotto vari profili retroattivamente .
2. IL FATTO
Dopo questa premessa necessaria, indico che la registrazione dalla segreteria telefonica fu da me ascoltata per la prima volta intorno alle ore 14:45 mentre attendevo fuori dal suo ufficio la mia compagna dott.ssa Patrizia Stefania Eugenia Foiani. Questa circostanza può essere riscontrata tramite tabulati. Attesi tuttavia la sera del giorno dopo per parlarne con lei, perchè dovevo capire e chiarirmi le idee.
La registrazione su segreteria che si ascolta appare come evidente sovrapposizione di traccia digitale sul tracciato di una telefonata effettivamente ricevuta in segreteria. Difatti il numero di cellulare indicava che la traccia era “intestata” al numero di cellulare della mia anziana madre. Inoltre dal più attento ascolto della medesima traccia audio si percepisce una voce farfugliante diradata e in palese sottofondo estraneo alla registrazione “primaria “ sovrapposta “,   che attribuisco con ragionevole certezza alla genitrice.
Prima della parte sovrapposta della registrazione si ascolta subito la voce di una diversa donna che con impronta tipica vocale afferma “certo”. Tale voce appare estranea al contesto sottostante e quello “primario “ e dovrebbe essere rimasta incautamente  od allusivamente nella registrazione digitale.
La registrazione, necessariamente ambientale, consiste in un dialogo tra un uomo ed una donna dalla quasi identica voce di Patrizia Stefani Eugenia Foiani . Dal tenore del dialogo si capisce scopo e natura della “operazione “ posta in essere .
Come la Foiani stessa indicherà (e a tale conclusione ero già giunto) l'intercalare e l'uso della fraseoologia  non appaiono linguisticamente riferibili alla Foiani, mentre ella con assoluta certezza negò immediatamente che la voce fosse la sua, pur rimanendo esterrefatta per la udibile somiglianza. Da rimarcare ancora che in sottofondo è ascoltabile la voce "farfugliante " della mia anziana genitrice e che tale sottofondo già ad un semplice ascolto attento  appare frutto della sovrapposizione di due tracce foniche diverse.
Riporto di seguito con eventuali possibili inesattezze il dialogo che si ascolta registrato “D. - sei sicuro dicendo ma .. sei sicuro ..va bene che ti puoi anche innamorare di me e io gli ho detto ma .. anche tu puoi far male a qualcuno “ U. - “lui che ha detto ” D. - “perchè hai detto sì ...questo non mi piace...ci siamo incontrati lunedì... cosa pensi mai ” U. - “che oggi  se non va riciccia …. scusa 
Il dialogo, il contesto generale e specifico e il fatto collegato quantomeno in sequenza cronologica anche degli altri episodi succintamente indicati nella nota trasmissione radio, nonché la finalizzazione della immissione sulla segreteria telefonica, appaiono con sufficiente evidenza individuabili ( movente ) . Ma letteralmente inusitata è la tecnica di “modulare” la voce per renderla simile a quella di Patrizia Stefania Eugenia Foiani.
Che di sovrapposizione della registrazione ambientale “rimodulata” si tratti è però assolutamente pacifico, anche perchè il sottoscritto tra riascolti vari ebbe a ritelefonare alla segreteria quasi una decina di volte se non più. Il tutto pluri testimoniato e in vari modi verificabile .
Siamo pertanto dinanzi alla certa immissione di un contenuto digitale estraneo in corrispondenza della casella medesima, il ché comporta necessariamente e per tempo adeguato la alterazione della base digitale del server OMNITEL VODAFONE .
Un reato della cui struttura ed obiettiva consistenza, dedotta da registrazioni e ascolto diretto della segreteria telefonica subito da parte di ben cinque persone compreso me, non è possibile dubitare IN ALCUN MODO.
Risulta pertanto integrato il reato procedibile di cui all' Art. 617 sexies
Falsificazione, alterazione o soppressione del contenuto di comunicazioni informatiche o telematiche”
Chiunque, al fine di procurare a sé o ad altri un vantaggio o di arrecare ad altri un danno, forma falsamente ovvero altera o sopprime, in tutto o in parte, il contenuto, anche occasionalmente intercettato, di taluna delle comunicazioni relative ad un sistema informatico o telematico o intercorrenti tra più sistemi, è punito, qualora ne faccia uso o lasci che altri ne facciano uso, con la reclusione da uno a quattro anni.” La pena è della reclusione da uno a cinque anni nei casi previsti dal quarto comma dell'articolo 617 quater.
Qualora le indagini fossero effettivamente svolte di iniziativa si potrebbe altresì accertare almeno in via logica la modalità operativa adottata, la possibile integrazione della aggravante e verificare se si sia intervenuti da PC in sede di server OMNITEL o mediante accesso abusivo esterno sempre al sistema telematico della OMNITEL . E ovviamente  la abusiva intercettazione od acquisizione anche del messaggio tlefonico poi divenuto sottofondo originariamente immesso nela segreteria ed usato -
In relazione a reato affatto diverso di diffamzaione (TRASMISSIONE BORDERNIGHTS 107) emerge quantomeno l’ipotesi di uso di programma informatico di alterazione vocale, di facile reperibilità. Ed appare logico ipotizzare che un programma analogo possa/debba essere stato utilizzato per la alterazione vocale della voce che si sarebbe voluto che io riconducessi a Patrizia Foiani.
Faccio presente, ben conoscendo alcune cadenze argomentative di una certa magistratura, che se anche in ipotesi (ovviamente falsa) si asserisse che la voce femminile nella registrazione della segreteria telefonica fosse quella autentica della Patrizia Foiani, il reato di cui all'art 617 sexies sarebbe comunque integrato senza ombra di dubbio e senza alcuna speranza di manipolare argomentativamente il dato. Vi sarebbe anzi in questa ipotesi un terzo reato certo ( registrazione ed intercettazione ambientale di un colloquio vero ) . 
Ma è in ogni caso è ragionevolmente certo che:
1. si è operato costruendo dialogo e alterando vocalmente il medesimo ;
2. il contenuto del dialogo era evidentemente rivolto ad un fine attinente la mia persona agevolmente percepibile, a partire dal fatto che fossi il destinatario della registrazione su segreteria;
3. il contesto storico cronologico in cui il fatto reato deve quantomeno essere inquadrato è pacifico e confortabile con testimonianza diretta anche di terze persone.
Inoltre è d'uopo chiarire che vi è una ipotesi possibile persino su chi abbia registrato la voce di Patrizia Foiani, per consentirne lo studio e creazione della mappa fonetica e vocale successiva. 
La  ulteriore indicazione a riguardo potrebbe  apparire utile o vagliabile concretamente solo se venissero svolte serie ed approfondite indagini .
Nel gennaio 2014 verrò immessa in rete poi la conversazione registrata con pesrona infrmata che racconterà dei percorsi di attenzionamento e manipolazione  attorno a Paolo Ferraro attivati da decenni . 



Nella trasmissione ed intervista di RADIO IES del marzo 2012 il fatto nei suoi dati essenziali era stato già portato a conoscenza di un vasto pubblico radiofonico ed illustrato dopo l'ascolto  della registrazione in diretta radio 





Novum purgamentum ( Nuova mondezza ) . DUE SCHERZOSI E VIRTUALI CONCORSI PER SDRAMMATIZZARE


Partecipate commentando e valutando ( in astratto ed in anonimo) secondo logica e criteri : è un gioco serio e si chiama accerchiare insieme con intelletto e coraggio il "pergamentum" che si è incistato nel cuore dello Stato ). 


PARTE PRIMA.  
Alle 00.05 del 14 gennaio 2014 si metterà  in comunicazione con la trasmissione BORDERNIGHTS  un alias "Marco" che ammetterà di essere l'utilizzatore del profilo fake " Jesus Franco".
Il fatto  è avvenuto nella trasmissione condotta dal dott. Fabio Frabetti con ospite permanente e coamministratore del sito FB corrispondente l'avv. Paolo Franceschetti. 
Puntata n. 107 del 14 gennaio 2014, reperibile il podcast sul sito di radio network al link apposito
[http://www.spreaker.com/user/bordernights/border-nights-puntata-107-14-01-2014?utm_source=widget&utm_medium=widget ]

Povero Stato italiano  Marko Giuseppe Jesus Franko e i suoi colleghi agiscono così .    
"COME FALCONE OLTRE FALCONE  ...
PROTOCOLLI (disperati) PER TENTATIVI DI DENIGRAZIONE E DISTRUZIONE DELLA IMMAGINE, ALL'OPERA IN DIRETTA" .
IL "PROTOCOLLO PETTEGOLO" TRA MAFIOSITA' E MASSONERIA DEVIATA. 
ABBIAMO INDIVIDUATO  "JESUS + FRANKO" LA  PROFESSIONE INFANGATA E LA  VERGOGNOSA IDENTITA' .
Povero Stato italiano





Questo il profilo dello Jesus 

La accurata analisi dell'intervento del personaggio "ignoto", coperto da  nick inquietante " Jesus FRanco" ALIAS "Marco" su facebook , nell'ambito della trasmissione "border nights" n. 107 del 14 gennato 2014 vi lascerà esterrefatti .. 
E' stato subito chiaro che si trattava di una attività di manipolazione e disinformazione diffamatoria , sin troppo eccessiva e   percepibile oltre ogni dubbio . 
Ed appariva abbastanza chiaro che l'intervento era atteso e che a FRanceschetti era arrivata richiesta di conferma circa la apertura della trasmissione all'intervento programmato già "indicato" . 
Più in particolare l’avv. Franceschetti chiedeva conferma in corso di trasmissione (al min 113 e 07 sec.) della possibilità di intervento esterno: “Senti Fabio scusa c'è qualcuno che mi domanda se si apre la diretta oggi .. “ 

La analisi di quello che vomiterà lo Jesus Franco  va condotta su  quattro piani .. VOCALE, LINGUISTICO CONCETTUALE, COGNITIVO  e TRAMITE LE INTERAZIONI con Paolo Franceschetti .

ANALISI VOCALE FONETICA 

ANALISI LINGUISTICO CONCETTUALE

ANALISI COGNITIVA ( cosa sa o vuol far sapere) 

ANALISI TRAMITE LE INTERAZIONI

Nel prosieguo dell'intervento mio e scambio di analisi e informazioni successive , dal  min 143  nel clip audio del podcast sul sito di radio network al link apposito 


 
 
emergerà un ruolo antecedente di ALIAS Marco Jesus Franco e infine verrà fatta ascoltare una registrazione molto interessante della Cecchignola con la voce inquietante e sacerdotale della Katia , i tremiti impauriti della altra donna della Cecchignola, con tanto di colpo di  pistola ... tra tremito e tremito,  e un cupo  " buona notte " .. che lasciano  aperte varie ipotesi .. ed il  giudizio pubblico sulle volgari farneticazioni denigratorie  e  criminali ( ai sensi art. 595 1° 2° e 3° co. CP ) dello "Jesus + FRanco" . 

NE NASCONO ORA ANCHE DUE SCHERZOSI E VIRTUALI CONCORSI PER SDRAMMATIZZARE LO SCHIFO CHE SI AGGIRA NELLA TRASMISSIONE SOPRA E NELL'AUDIO DELLA CECCHIGNOLA ?! . 


1. DI CHE E' LA VOCE PRIMO "CONCORSO" 

A chi appartiene la voce del"MARCO" con fake  

"JESUS FRANCO" che si fa "ammirare " per dieci minuti nel 

primo video audio  sopra ?!! 



2. DI CHE E' LA VOCE SECONDO  "CONCORSO" 

1A.  DI CHI E' LA VOCE AL SEC: 41 che dice " Buona Notte " ..Concorso a premi. Basta descriverla come timbro , impronta vocale e inflessione per entrare in graduatoria .. ovviamente .. poi ....... chi la riconosce scriva in anonimo ... nei commenti 



https://soundcloud.com/paolo-ferraro-quattro/stracci-da-passare-con

 VERSIONE CON MINORE DISTORSIONE 

1B. DI CHI E' LA VOCE AL SEC: 41 che dice " Buona Notte " ..Concorso a premi. 
Basta descriverla come timbro , impronta vocale e inflessione per entrare in graduatoria .. ovviamente .. poi ....... chi la riconosce scriva in anonimo ... nei commenti 


 
https://soundcloud.com/paolo-ferraro-quattro/stracci-da-passare-pulito



















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MASSONERIE E FRAMASSONERIE ROSSO BRUNE . SONO ALLO SCOPERTO

MASSONI ROSSI: QUANDO LA SERA ANDAVAMO DA LICIO GELLI

articolo tratto da sito sulatesta di Gianni Lannes 




di FURIO LO FORTE  





Partiamo da un libro shock sui “Panni sporchi della sinistra” per ricostruire quell’asse inconfessabile che da tempo collega uomini dell’ex Pci ad una certa parte della magistratura, con la supervisione delle massonerie organiche ai poteri finanziari internazionali. Il quadro di un Paese nel quale si decidono a tavolino epurazioni e ribaltamenti dei governi, si eliminano i giornalisti indipendenti e si abbandonano i testimoni di giustizia     

  
Non c’è bisogno di andare molto lontano per scovare la malapianta dentro cui affonda le radici la guerra non dichiarata - ma che ha già fatto molte vittime - da parte di segmenti strategici della magistratura e dello Stato contro giornalisti, testimoni di giustizia ed esponenti dell’antimafia che con le loro denunce sono andati a toccare in questi anni nervi scoperti del rapporto fra istituzioni italiane, massoneria internazionale e malavita organizzata.

Punto di svolta è - come da più parti ricordato - l’arco temporale che va dalle stragi del ’92-’93 ai primi anni di Mani Pulite. Da qui in poi finiscono gli attentati dinamitardi. E il sangue sulle strade resta riservato ai capetti dei piccoli clan locali in lotta fra loro per il racket o per lo spaccio nel quartiere. E da qui scende direttamente in campo quella parte della magistratura che risponde a poteri “altri”. Da quel momento in poi non c’è più bisogno di uccidere. Basta procedere a colpi di perquisizioni, sequestri, delegittimazioni, arresti, o anche solo sfinimento per processi che costano cifre enormi soltanto per pagarsi gli avvocati.

C’è un grande libro, uscito in questi giorni, che irrompe nel dibattito sulle vere ragioni della crisi che sta devastando e decimando l’Italia. Lo ha scritto, insieme a Stefano Santachiara, Ferruccio Pinotti, l’unico giornalista italiano che non nutra timori reverenziali ne´ per il potere e nemmeno per la magistratura, e che sia in grado, raccogliendo le prove, di rendere il quadro osceno di quello che ci sta davvero accadendo.

Ne “I panni sporchi della sinistra”, pubblicato con altrettanto coraggio e impegno civile da Chiarelettere, Pinotti dipana lucidamente il filo che ha intrecciato negli ultimi cinquant’anni la storia dell’ex Pci e dei suoi uomini di vertice (in primis il capo dello Stato Giorgio Napolitano) con le protezioni filoatlantiche riservate a quella parte politica dalla massoneria internazionale e statunitense. Senza mai dimenticare il ruolo che, nei momenti decisivi di questo connubio, è stato svolto da una certa magistratura, specialmente quella che sarebbe poi apertamente passata nell’agone politico. Ancora una prova, il libro, che se oggi si vuole seriamente analizzare la massoneria bisogna partire da quella compagine “rossa” che racchiude gli inconfessabili rapporti di alleanza fra il Pd, Magistratura Democratica (ma non tutta, e non solo), e i loro referenti sovranazionali di matrice massonica.


LA SERA ANDAVAMO DA GELLI

Il rivolgimento epocale al vertice delle istituzioni italiane avvenuto fra 1992 e 1994 non fu certamente dovuto ad un certo Mario Chiesa, pescato con le mani nel sacco mentre prendeva tangenti per il Pio Albergo Trivulzio. Se ormai tutti gli storici - anche i più irregimentati - concordano sulla bufala del “mariuolo” Chiesa, fatta passare ad arte come pietra dello scandalo, meno noti risultano alcuni particolari dell’epoca che convergono sulla triangolazione ex Pci-Md e Massoneria quale “mandante” vero di quella Tangentopoli che in poco più di un anno avrebbe sostituito in blocco la classe dirigente italiana.

Attraverso la relazione - rimasta segreta - fra una donna che aveva lavorato in quegli anni al servizio della famiglia di Licio Gelli ed un noto esponente della allora “Milano da bere”, alla Voce è filtrata la notizia che in quegli anni a Villa Wanda era stato ricevuto, in veste tutt’altro che ufficiale, un importante magistrato collegato al pool. Lo stesso - secondo la testimone - si sarebbe trattenuto a lungo col Venerabile in uno o più incontri, definiti dalla donna “di tono conviviale”.

Se questa circostanza risultasse verificata, troverebbero ulteriore conferma anche altre ricostruzioni che emergono dal libro di Pinotti. Come quell’incredibile gioco delle parti fra centrodestra e centrosinistra, nel quale i burattinai (o “illuminati”, trilateral o bilderberg, che dir si voglia) scaricano o esaltano gli uomini di potere per i quali “è giunta l’ora”, indipendentemente dalle appartenenze politiche, secondo logiche di regia occulta dell’economia - o della dis-economia - italiana.

Una chiave che spiegherebbe, ad esempio, quanto nel libro di Pinotti e Santachiara si documenta circa il feeling politico di lunga data, benedetto dalle comuni simpatie massoniche, fra Giorgio Napolitano e Silvio Berlusconi. Il capitolo si intitola Silvio e Giorgio: affinità e “fratellanza”? «Il complesso rapporto creatosi nel corso degli anni tra Berlusconi e Napolitano - si legge - suggerisce sintonie che spesso vanno oltre la simpatia personale e il reciproco rispetto che può esistere tra figure che dovrebbero essere radicalmente lontane, sia per storia intellettuale e professionale sia per schieramento politico». Del Cavaliere si ricorda, oltre alla conclamata appartenenza alla P2, la minuziosa simbologia massonica fatta erigere nel mausoleo della villa di Arcore, senza contare le affermazioni del confratello ribelle, Gioele Magaldi, secondo il quale Berlusconi avrebbe fondato a suo tempo una officina autonoma con poteri sovranazionali, la “Loggia del Drago”, cui si dovrebbe, fra l’altro, buona parte del trionfo elettorale dal ’94 in poi.

Molto più complesso - ammettono gli autori - il discorso che riguarda Napolitano. A parlare è stavolta un avvocato da sempre molto vicino al presidente, che rivela: «Già il padre di Giorgio Napolitano è stato un importante massone, una delle figure più in vista della massoneria partenopea». L’avvocato Giovanni, figura di primo piano delle elites culturali partenopee di inizio ‘900, «avrebbe trasmesso al figlio Giorgio non solo l’amore per i codici, ma anche quello per la “fratellanza”». Analogo transfert ci sarebbe stato tra il futuro presidente e Giovanni Amendola (padre di Giorgio Amendola), massone e figura carismatica del Pci.


IL VOLTO “SORRIDENTE” DEL PCI

Nel tentativo di spegnere l’onda d’urto generata dall’uscita del libro di Pinotti, il Venerdì di Repubblica del 13 dicembre pone in copertina un giovanissimo Napolitano. E nell’articolo interno si dilunga sulle attenzioni che gli Usa hanno riservato a quel «volto sorridente del Pci», come veniva definito nei cablo rimasti per anni segreti. Ne vien fuori il ritratto di un alto dirigente colto e moderato, per lungo tempo seguito dalla Cia, perno dell’equilibrio che ha tenuto in piedi l’alleanza fra gli Stati Uniti e l’Italia. Niente a che vedere con le rivelazioni bomba contenute nel volume di Chiarelettere.

Eppure, a ben guardare, anche il pezzo del Venerdì proprio a quelle rivelazioni aggiunge qualcosa di interessante. Come quando ricorda il ciclo di conferenze tenute da Napolitano nel 1978 a Chatham House, Londra. Parliamo di uno dei principali centri del potere occulto mondiale ancora oggi. O quando nel pezzo si riporta la comunicazione riservata sul terrorismo in Italia dell’ambasciata inglese a Roma al ministro degli esteri britannico Caroline Redman: «Napolitano è rimasto del tutto sconcertato dalle esternazioni di Pertini sul terrorismo italiano manovrato dall’estero (...). Non ci sarebbe stato da sorprendersi, ad esempio, se la Francia si fosse offesa». La comunicazione è datata 19 febbraio 1981. Appena sei mesi prima, il 27 giugno 1980, nei cieli di Ustica un Dc 9 dell’aeronautica civile con 81 persone a bordo veniva abbattuto da quello che dopo molti anni si confermerà come un atto di guerra congiunto di Francia e Stati Uniti per eliminare il comandante libico Muammar Gheddafi.   

Arriviamo al 1998: «i servizi segreti - ricostruisce Pinotti - avevano avvisato il Viminale delle capacità di fuga di Gelli durante la sua detenzione nel carcere svizzero di Champ Dollon». Eppure nel maggio di quell’anno «il Viminale guidato da Napolitano non riesce a evitare la fuga all’estero del capo della P2 Licio Gelli dopo l’ennesima condanna per il crac dell’Ambrosiano. Nonostante le ingenti risorse informative del ministero dell’Interno, il Venerabile lascia l’Italia indisturbato».

Comunque, tra i “volti sorridenti del Pci”, a Napoli si ricorda anche quello di Eugenio Jannelli, altrimenti detto il “barone rosso”. Scomparso nel 2005, il caposcuola dell’ortopedia partenopea, iscritto al Pci dal 1947, poi parlamentare, era fra gli amici più stretti di Napolitano. E fu proprio in Transatlantico che i cronisti della Voce lo incontrarono nel 1994, quando sulle pagine del mensile comparvero per la prima volta gli elenchi della massoneria in Campania. Perche´ fra i nomi dei confratelli spiccava il suo, quello dell’onorevole Jannelli. Alle nostre domande si schermì col sorriso del nobiluomo d’altri tempi e preferì non rispondere. 


GIRO MANCINO

Studiosi e investigatori di fatti massonici - nel cui novero va considerato a buon diritto Ferruccio Pinotti, autore dei non meno dirompenti Fratelli d’Italia (2007) e Vaticano Massone (2013) - ci hanno spiegato da tempo che le personalità “di peso” vengono generalmente affiliate a logge estere. Come la Freedom di New York, che letteralmente pullula di italiani, o le diverse comunioni collegate a centri di potere come la stessa Chatham House, a Londra, o l’Aspen Institute, a Washington. Da qui la difficoltà a tradurre in prove concrete quell’aura di occultismo che aleggia intorno a tanti big delle nostre istituzioni. Salvo sporadici “incidenti di percorso”. Capita per esempio quando un empito di vanità spinge un leader a firmare un editoriale su una rivista ufficiale della massoneria, o a non astenersi dal presenziare ai convegni organizzati dai confratelli.

Il sito ufficiale del Grande Oriente d’Italia possiede nell’archivio online un gran numero di riviste riferibili alla “cultura” massonica fra cui Il pensiero mazziniano, che nel numero di dicembre 2009 vedeva come firma illustre quella di Nicola Mancino, autore di un saggio sul meridionalista Michele Cifarelli del Partito Repubblicano Italiano.

Nel 2009 Mancino era già vicepresidente del Csm da tre anni. In sostanza, dal 2006 al 2010 alla guida della giustizia italiana siedono due uomini accreditabili quanto meno di stima e simpatia verso la massoneria: il presidente del Consiglio Superiore della Magistratura Giorgio Napolitano, capo dello Stato, e il vicepresidente Nicola Mancino.

Sui rapporti fra Mancino e Napolitano emersi nel corso delle indagini della Procura di Palermo sulla trattativa stato-mafia si sofferma a lungo il libro di Pinotti, che ricorda come «nel novembre 2011 Mancino, preoccupato per la piega che ha preso l’indagine di Palermo», «comincia a tempestare di chiamate uno stretto collaboratore del Quirinale, responsabile degli affari dell’amministrazione della giustizia», Loris D’Ambrosio. Fino al 27 giugno 2012, quando arriva lo scoop di Panorama sull’esistenza di dialoghi tra Napolitano e Mancino intercettati sull’utenza di quest’ultimo. Un mese dopo, il 27 luglio, Loris D’Ambrosio muore d’infarto mentre si trova nel suo studio. E «il 4 dicembre 2012 la Corte costituzionale accoglie la richiesta di distruggere le quattro telefonate della discordia, assicurando che “Il presidente della Repubblica non è responsabile degli atti compiuti nell’esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento o attentato alla Costituzione”».


MAGISTRATURA E “DEMOCRATICI”

Risale ai tempi del “barone rosso” Jannelli, o del comunista-massone Amendola, quella stretta vicinanza che tuttora dura fra gli ex Pci e tanta parte della magistratura italiana, quasi sempre riunita sotto i vessilli di MD, Magistratura Democratica.

Esponente di punta di MD era ad esempio, quando ancora faceva il magistrato, Alberto Maritati, altra figura emblematica ricordata ne “I panni sporchi della sinistra” per il suo passaggio dall’ordine giudiziario alla carriera politica di ordinanza dalemiana. Dobbiamo tornare al 1994, quando il futuro lider maximo viene iscritto nel registro degli indagati per un finanziamento ricevuto dal re della sanità pugliese, Francesco Cavallari. Interrogato dal pm Alberto Maritati, ad aprile ’94 Cavallari vuota il sacco: «Non nascondo che in una circostanza particolare ho dato un contributo di 20 milioni al Partito Comunista. D’Alema è venuto a cena a casa mia e alla fine della cena io spontaneamente mi permisi di dire, poiche´ eravamo alla campagna elettorale del 1985, che volevo dare un contributo al Pci». Ora proseguiamo su Wikipedia: «Maritati archiviò il processo D'Alema nel 1995 per decorrenza dei termini di prescrizione, nonostante lo stesso D'Alema avesse dichiarato di aver ricevuto illegalmente un finanziamento per il Partito Comunista. Maritati si candidò quindi per volontà di D'Alema nel giugno 1999 e rimase in carica come senatore del Pd fino al febbraio 2013, quando rinunciò a partecipare alle primarie per le nuove elezioni politiche».

Ne´ meno significative, da questo punto di vista, sono state le intese politiche fra l’ex Pci di D’Alema e il “simbolo di Mani Pulite” Antonio Di Pietro: nemmeno il tempo di lasciare la toga (maggio 1996) e si ritroverà prima ministro dei Lavori pubblici nel governo Prodi, poi candidato al Mugello per volontà di D’Alema.


IL BLOCCO

Dal libro di Pinotti e dalle tante circostanze via via venute alla luce grazie alle sue rivelazioni, emerge con chiarezza, forse per la prima volta, un blocco di potere granitico, trasversale, pronto ad entrare in azione con qualsiasi mezzo per indirizzare i destini delle nazioni. In questo caso, la nostra. Un blocco che ha solo in apparenza le sembianze della “vecchia” ideologia di stampo comunista ed è invece capace, come abbiamo visto, di appoggiare (o affossare) i suoi referenti di punta per determinare gli effetti prestabiliti sulle economie dei Paesi occidentali. Uno scenario nel quale ad un personaggio come Silvio Berlusconi per vent’anni non si addebitano sul piano giudiziario le responsabilità connesse ad affari e frequentazioni più volte documentate con gli “uomini d’onore”, ma si attua la sua eliminazione dalla scena politica al momento stabilito, attraverso un processo (senza prove) per presunti rapporti con una navigata velina quasi diciottenne. 

E’ da qui, da questo blocco, che dobbiamo partire per spiegare come siano finiti sotto i colpi di una violenta ed incessante delegittimazione “giudiziaria” gli stessi magistrati che avevano osato squarciare il velo sui santuari nascosti del potere (nel libro di Pinotti c’è un edificante capitolo sul caso di Clementina Forleo), o quei tanti giornalisti che avevano provato a raccogliere prove ed erano arrivati vicini al grumo di interessi che sta devastando il Paese e decimando la popolazione. Cronisti indipendenti, non protetti dai grossi capitali di editori come Carlo De Benedetti (il quale peraltro, come documentato dallo stesso Pinotti in Fratelli d’Italia, era iscritto alla P2 esattamente come il “nemico” Berlusconi, dal quale oggi pretende altri 32 milioni di “danni non patrimoniali”, dopo che la Cassazione gli aveva già assegnato la stratosferica somma di 494 milioni, sempre di provenienza “cav”).

Ed è sempre a quel blocco che dovremo d’ora in poi riferirci se vorremo capire perche´ centinaia di testimoni di giustizia come Gennaro Ciliberto (vedi anche box a pagina 6), persone oneste che hanno rischiato a viso aperto la propria vita e quella dei loro familiari per far condannare i mafiosi, si vedono costretti ad inscenare manifestazioni dinanzi a Via Arenula, o al Viminale, sono stati abbandonati al loro destino, privati di case, lavoro e spesso anche affetti, al punto che molti non riusciranno nemmeno ad arrivare vivi alle udienze nelle quali saranno chiamati a confermare le tremende accuse che inchiodano i boss, guardandoli in faccia.

fonte:



UNA COMPLESSA ORGANIZZAZIONE CRIMINALE APPARENTEMENTE ( SOLO ) INVINCIBILE , composta ai vertici da colletti bianchi opportunamente infiltrati e gestiti,   in particolare appartenenti al medesimo potere giudiziario che dovrebbe accertarne natura e reati  , assommando  alla  autorevolezza   che le deriva dalla immagine del potere medesimo, la   forza intimidatrice ed omertosa che nasce dal condividere e gestire potere ed attività riconducibili ad alcuni  vertici militari, psichiatria di apparato e appartenenti a caste professionali "accessorie" .  

https://vimeo.com/channels/cddpaoloferraro/83975323

La trama cancerosa si è incistata dapprima nelle strutture riservate e segrete dello Stato, cementando o condividendo e talcolta strumentalizzando addirittura anche poteri criminali di tradizionali organizzazioni legate al territorio e gestendo  un progetto di caste in parte condiviso, tra diverse aree. A livello internazionale gode di una ramificazione e coperture dai due mondi.
UNA struttura e forza deviata ad alta capacità  diffusiva  e di infiltrazione ulteriore , legata a caste essenziali quale quella degli psichiatri dell'apparato  e psicologi e sociologi affiliati a progetti,  potenziati dal  patto  con la cordata deviata giudiziaria e con le caste irretite ( " STATO SOCIALE: MAGISTRATURA PSICHIATRIA ED IL CAVALLO DI TROIA " ) , nonchè dalla  più generale  potenza economica e di influenza delle lobbies ( farmaceutica, industrial militare e via dicendo ) cui è strettamente collegata. 
Tale tipologia "unica" di  organizzazione criminale,   in parte strutturata ed in parte fluida,    usufruisce  di  sistemi complessi di violenza e protocolli che assommano tutti  i vari piani  della violenza morale  e fisica teoricamente  esercitabile e praticamente posta in essere : talvolta  impiega  metodologie e tecnologie estremamente sviluppate,   e tenute parzialmente od in tutto nascoste alla pubblica opinione, anche se il cuore operativo è costituito dalle tecniche di accerchiamento e distruzione degli individui e gruppi sociali ( TAVISTOCK 1.0 e  TAVISTOCK 2.0  cui rinviamo ). 

1. UNA STRUTTURA LA CUI RIMOZIONE E' LA VERA UNICA PRIORITA' PERCHE' IN PRESENZA DI ESSA ESISTE SOLO LA ILLUSIONE DI POTER INDIRIZZARE SCELTE E STRATEGIA . 
E' questa struttura che detiene il controllo e falsifica e rende inutile ogni petizione politica di principio e persino le corrette analisi politico economiche e strategiche poggiate sul visibile ed anche su piani storico strategici.
SE fosse stata una mera escrescenza od un evento secondario , non avrebbero mosso e costruito interi apparati di supporto.
Si tratta, al contempo, dell’unico vero  GOLPE strisciante e “scientifico”. 
L'unico da cui dipende il vero potere reale e che ha ingrippato la stessa democrazia , imbavagliandola e svuotandone ogni potenzialità.
Le scelte economiche e l'EURO e le strategie politico economiche ne sono  la applicazione e la concreta deriva  ma senza esso non si sarebbero potute realizzare e da esso vengono mantenute relativamente salde .  Senza di esso  MES, piani si stabilità , EURO, trattati di Lisbona e via dicendo non sarebbero passati in via  indolore in Italia con l'intero assenso della sub casta politica interamente controllata,  e senza rimuovere questa fluida e complessa ma anche organizzata struttura nulla si potrà realizzare. 
La vulgata secondo la quale con la/e  sovranità nazionale/i sarà risolto il problema è anche  percio la più ignobile delle suggestioni e manipolazioni verbali, condivisa spesso inconsapevolemente.
Dire,  propalare e fare oggetto di attività politica il concetto secondo il quale " La soluzione del problema consiste nella soluzione del problema " è l'inganno più sottile  e macabro immaginabile . 
Dire che per ripristinare la /le sovranità monetaria statuale  ed altre e la potestà di decidere occorre disarticolare decenni di strategie che hanno effettivamente imbavagliato ed in modo estremamente efficiente scelte e meccanismi decisionali e che si gioca in ciò la partita prioritaria,  è invece educare alla storia ed alla politica secondo obiettivi concretamente orientati . ( * 

SE ne prenda atto , ragazzi di "Lo sai" , signoraggisti e sovranisti : avete nominato e fatto nominare l'obiettivo ingenerando una  falsa credenza secondaria ma perniciosissima, che sia fare politica il nominare l'obiettivo,   mentre questo era per definizione irraggiungibile per difetto di concretizzabilità della volontà politica . E non a caso la infiltrazione di demagoghi di apparati e servizi, oltre sui piani deliroidi che inseguono fatti veri e analisi vere con fatti manipolati e costruiti ad arte magari sub veste "esotericheggiante " , si è esercitata su quel  signoraggismo inerme e imbelle che soffia sulle generiche ceneri di un ribellismo plasmabile a piacimento.
In nome e per conto di questa organizzazione complessa, e dei poteri fondamentali sovrastanti, senza esibire il mandato, certo .   

2. NONOSTANTE TUTTO UNA ORGANIZZAZIONE SIFFATTA NON E' AFFATTO INVINCIBILE E "TEME" PER LA SUA STESSA SOPRAVVIVENZA  . 
Una complessa a potente  organizzazione siffatta però  teme (1) la informazione e conoscenza, perchè teme (2)  la difficoltà pratica e teorica di controllare in tutti i suoi gangli il potere statuale e giudiziario ( che è DIFFUSO  territorialmente  ma equipollente , ogni procura e giudice assumendo una quota integra del potere cui appartiene   ) e  teme (3) le risorse democratiche di uno Stato occidentale,  di cui pure ha progettato la occupazione e l'asservimento mediante  una scalata necessariamente lenta e progressiva ( nel rispetto di rapporti di forza e della esigenza di non attirare troppo la attenzione ) , infine teme (4) la conoscenza approfondita a livello internazionale "avverso" di ciò che ha portato a compimento o fatto, specie se è in itinere ancora il percorso che è, ripetiamo,  necessariamente lento e "strisciante ". 
E nonostante si muova anche in campo internazionale per condividere percorso e progetto su scala mondiale , tale organizzazione complessa trova ivi riprodotte in modo esponenziale  le difficoltà nazionali , e continentali  e quindi teme (5) il mutare dei rapporti di forza e delle condizioni geopolitiche
E deve gestire o coprire attività criminali ramificate e fenomeni degenerativi che ne costitiscono l'humus di rafforzamento e crescita,  intervenendo  sapientemente , eliminando soggetti "pericolosi " e occultando vicende dalla coscienza comune : un lavorio omicidario e di accerchiamenti, e di controllo continuo sinanche delle fonti informative , diffuso ma "stressante" e teme (6) i punti di frizione e rottura che possono riverberarsi sull'apparato sotterraneo . 
Quindi deve rafforzare anche la struttura centrale che,  oltre ad oliare e razionalizzare scelte e tappe,  individui ed analizzi tali punti di frizione e rottura indicando le "terapie " , il chè mentre la rende al vertice ancor più "organizzazione" in senso proprio  la rende , se opportunamente disvelate le metodologie e dinamiche nonchè i luoghi ed uomini ,  ancor più "individuabile " nella sua cupola  . 
SE poi lo sviluppo ed il rafforzamento della stessa organizzazione e delle dinamiche ad essa utili ( sociali e politiche ) è stato pensato per accompagnare sorvegliare e poi gestire il crollo globale economico o la distruzione programmata di intere aree (mediterranee, essenzialmente), controllando ferreamente le caste politiche letteralmente asservite ed irretite,  ma il progetto incontra difficoltà anche teoriche e tecniche , per    il risveglio globale della coscienza e la  azione di masse non solo eterorodirette,  teme dannatamente (7)  che lo schema tattico e strategico esposto alla analisi collettiva e letteralmente "messo a nudo " giustifichi e motivi interventi internazionali su scala continentale o più vasta . 
Questa tipologia di interventi ,  potenti e non contrastabili su scala nazionale,  rendono  potenzialmente inutili persino il diuturno lavoro di infiltrazione e di strumentalizzazione dei movimenti popolari e la progettata utilizzazione di questi per pronuciamenti a copertura militare,  travestititi come popolari, e di norma pensati per fare da ponte alla restituzione del potere alle medesime caste tradizionali di classi dominanti . 
Infine questa "condivisa " struttura teme (8) che proprio il cemento "condiviso" si deteriori e che dinamiche centrifughe nell'era dello scioglimento dei ghiacci, rendano ingestibile l'apparato costruito,  immobilizzato , ai fini del progetto finale, e disgregato da guerre violente e sotterraneee e da veti incrociati , e  teme ciò  come il diavolo teme l'acqua santa  .  

Ed è SOLO su questo ottavo piano che le direttrici e conoscenze culturali esoteriche , più attente  alle strategie di lunghissimo periodo ed  alle discriminanti  più profonde,  soccorrono in una  analisi che voglia dare conto dei reali movimenti sui vari piani coinvolti. Per il resto le discrimanti esoteriche invece confondono, forniscono maschere e facce deformate che servono a coprire la natura reale e concreta di queste dinamiche di concreto potere e concreto dominio, sia pure sotterrameamente realizzato e con varie attività criminali a supporto necessario , trasfigurate in chiave per l'appunto anche esoterica . 
Ciascuno rifletta quanto pesino esigenze sinanche solo di addestramento  militare o tattico politiche , nelle violenze ed uso delle donne e bambini in particolare ROM in ambiti militari di intelligence e non . ( vedi articolo su " GENOCIDIO ETNICO INFANTILE, PARAFILIA, PEDOFILIA ELITE MILITARI .... ). 


3. LE DIRETTRICI SEGUITE E IL PERCORSO PORTATI A TERMINE.
Quanto costruito e portato a termine con la Grandediscovery ,  mirava esattamente a tutti e OTTO  i punti di frizione storica , paura e debolezza di tale tipologia di organizzazione CRIMINALE complessa .   
Ed interloquiva da lontano con i soggetti e sui piani sopra richiamati,  in via prioritaria ed elettiva . 
Nella necessità di "affrescare" minutamente settori e metodologie, vicende e uomini, organizzazioni subordinate e dinamiche, partendo da una concreta vicenda embematica , abbiamo apparentemente reso  sin troppo articolato il lavoro  . 
La necessità di fornire il massimo delle prove valutabili e un dettaglio di una  concreta vicenda a monte ( sin dai "prodromi " ),  emblematica ed idonea a fornire tutte le chiavi concrete e a fondare lo sviluppo della analisi successiva, ha reso poi  il lavoro iniziale lontano dal linguaggio e dalle tecniche comunicative "ordinarie " ma si è trattato di una scelta "necessitata " . 
La difficoltà di  partire da una vicenda appartenente anche ad una sfera "personale" ( sebbene di una persona particolare proveniente da una esperienza particolare e da un multiplo epicentro )   e di fare ciò  nella posizione di attenzionato con metodologie ultraventennali  di distruzione socio-psichiatrico-istituzionale , non poteva che essere aggirata accompagnando la illustrazione e decodificzione del tutto con una ancor più attenta ricostruzione generale . 
Ora chiudendo il cerchio e ritornando alla vicenda a monte ed ai suoi prodromi , si è rotto defnitivamente l'incantesimo attorno al quale girava la macchina del fango e la tenuta stagna di tali attività  manipolatrie e "criminali" di caste "criminali"  . 
Persino la analisi contestualizzata delle prove audio ricavabili dalle intercettazioni ambientali "private " nella abitazione civil miltare della Cecchignola, che oggi proponiamo conclusivamente, è ormai superata dalla ricostruzione di prodromi e ruoli e consapevolezza della magistratura deviata della Procura romana deviata ( vedi articolo ultimo " VERTICI MILITARI MAGISTRATURA ROMANA  DAL 1985  .. " ) e a loro volta persino le telefonate.   che pure hanno riscosso tanto interesse,  e che inchiodano alle sue antiche e strette frequentazioni magistrato di spicco ( Stefano Pesci ) e limitrofi ( Agnello Rossi, Giovanni Ferrara Giuseppe Cascini ed altri . cordata magistratuale discendendo ) ,  sono semplicemente un corredo  ulteriore . 

Dalla semplice disamina globale delle vicende a monte la procura deviata ( non certo la Procura di Roma appartenente all'ordinamento giudiziario del nostro ordinamento costituzionale),  già porto delle nebbie, emerge oggi come oggi come "porto dei rifiuti tossici nocivi e mortali". 
Una definizione non casuale atta a segnalare inequivocamente un salto di qualità negativo  in un  ambito  centrale per  vicende e snodi istituzionali . 
Un ruolo  che corrisponde alla ascesa della potente e pericolosissima cordata contro la quale ci siamo "impegnati ", per il bene comune e del nostro paese,  e una definizione che evoca anche intrecci tra traffici specifici e loro coperture, e  fatti anche violenti e  che hanno mietuto tante vittime pur di coprire.
Resta la necessità di un consapevole intervento nazionale e sovranazionale , onde arginare una ascesa che "tanti lutti portò alle italiche genti " e che può distruttivamente contagiare nel medio periodo ulteriormente il centro Europa. . 
Noi abbiamo voluto contribuire a prepararne portata,  consapevolezze,  riferimenti operativi . 
Ora non basta  attendere i risultati ma si deve agire ancor più incisivamente, noi  sul piano informativo e formativo ... e ciascuno,  persona o Stato,  sui piani propri , al meglio. 


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COMUNQUE SIETE ORA SUFFICIENTEMENTE MATURI ED INFORMATI PER INIZIARE A LEGGERE ED "ASCOLTARE" IN MODO ATTENTO COMPLETO E CONSAPEVOLE:

IL MEMORIALE DEL 7 MARZO 2011


IL DOCUMENTO SU PISTA FAMILIARE E USO ETERODOSSO DEL DIVORZIO ( e allegati )

LE PROVE AUDIO della CECCHIGNOLA e relative contestualizzazioni

GLI ESPOSTI DENUNCIA MEMORIE AL CSM CHE SMASCHERAVANO GIA’ NEL 2012 LA MANOVRA CRIMINALE SOTTESA E LA IDENTITA' DI QUESTO PERICOLSO APPARATO DEVIATO

LA LETTERA DI NON DIMISSIONI ( l’opposto di ciò che hanno fatto i tanti magistrati martirizzati in silenzio dall’apparato deviato )

ORA POTETE SINO IN FONDO CAPIRE DA SOLI QUALE FOSSE LA POSTA IN GIOCO:

PERCHE’ DOVEVA ESSERE DISTRUTTO IL MAGISTRATO PAOLO FERRARO

PERCHE’ OPERARONO DI CORSA IN CONTRO TEMPO PER TENTARE DI ARGINARE LA INFORMAZIONE E DENUNCIA PUBBLICA CHE AVREI SVILUPPATO E CON QUALE ARCHITETTURA CRIMINALE SI MOSSERO

QUALE DISEGNO E GESTIONE DEL REALE POTERE DOVESSERO DISPERATAMENTE NASCONDERE

SE VI FOSSERO IN GIOCO E QUALI COMPONENTI DEVIATE ( E COME OPERASSERO )

COSA TEMEVANO CHE POTESSE ANCHE EMERGERE

COME ABBIANO OPERATO NEL SILENZIO

COME ABBIANO ATTIVATO LA FINTA CONTROINFORMAZIONE CHE COSTRUIVA IL MITO DI PSEUDO ASSOCIAZIONI CHE COPRIVANO POTERI REALI

E PERCHE’ SOLO PAOLO FERRARO POTEVA ARDIRE E DENUNCIARE RICOSTRUENDO TUTTO E CONTESTUALIZZANDO TUTTO ( SENZA IL TESTIMONE CHE CONTESTUALIZZA LE PROVE OGGETTIVE NON ESISTONO E NON HANNO UN LORO AUTONOMO SENSO COMUNQUE )

COME SIANO ARRIVATI A COMPIERE L’ERRORE MADORNALE DI METTERE IN MANO AL MAGISTRATO PAOLO FERRARO LA PROVA CERTA OBIETTIVA ED INDELEBILE DELLE MANOVRE FATTE E REATI CONNNESSI IN UN CASO EMBLEMATICO

CON QUANTA VOLGARE SICUMERA E VIOLENZA ABBIANO TENTATO DI ARGINARE LA INFORMAZIONE ANCHE A LIVELLO DI CONTROINFORMATORI DI REGIME ATTRAVERSO QUELLO CHE ORMAI IN MOLTI CHIAMANOIL "PROTOCOLLO PETTEGOLO“ ( Derisoriamente)

QUANTA INTELLIGENZA E SENSIBITA’ INTELLETTUALE IMMISERO NEI LORO DUE STUPENDI SCRITTI LUCIANO GAROFOLI ED ENRICA PERRUCCHIETTI QUANDO ANCORA STAVO CENTELLINANDO PROVE ED ANALISI



QUANTO SENSIBILE IMPEGNO SIA STATO MESSO DAI MIGLIORI DI VOI ( per ora ) AVENDO CAPITO BENE E STUDIATO …

PERCHE PAOLO FERRARO ERA ED E’ AMATO E STIMATO DALLA POLIZIA GIUDIZIARIA E DAI MIGLIORI MAGISTRATI NON CRIMINALI E DEVIATI

ORA AVETE INFINE quindi DAVANTI, ED ATTRAVERSO ME E LE VICENDE A ME COLLEGATE, UNO SPACCATO CRIMINALE DI POTERI DEVIATI CHE APRE LE PORTE A TUTTO QUELLO CHE DI CERTO ED INDICIBILE ABBIAMO INDICATO E ANALIZZATO COME DIRETTI TESTIMONI.

UN ORDITO CRIMINALE PLURIENNALE :
IL CASO FERRARO I SILENZI COLPEVOLI O CRIMINALI

UN BEL GUAZZABUGLIO INTERAMENTE DISTRICATO

RITROVANDO NOTIZIE PREZIOSE SULLA INDAGINE FIORI NEL FANGO

IL RUOLO CRIMINALE E MALATO GIOCATO DA UNA FETTA DI MAGISTRATI DEVIATI DELLA PROCURA DI ROMA CHE AVEVA TUTTO DA PERDERE SE FOSSE USCITO FUORI QUELLO CHE AVEVANO COMBINATO , A PARTIRE DA PAOLO FERRARO

E qui un ringraziamento non alla rosa ma alla Margherita ...